Buono, dolce al punto giusto, cremoso e fresco … uno dei dolci preferiti da mio marito 😉
In generale (lo sapevate?) gli uomini preferiscono i dessert morbidi, quelli al cucchiaio … tenetelo ben presente: gli uomini vanno presi per la gola, no?

Se poi il dessert è semplice semplice anche da realizzare … tanto meglio!

Bastano:

  • latte fresco 450 ml
  • panna fresca 150 ml
  • uova 4 intere + 1 tuorlo
  • zucchero semolato 120 gr
  • vaniglia

Accendete il forno in modalità statica a 180° e mettete a bollire dell’acqua. Preparate anche una teglia o una pirofila dai bordi alti.

Mettete latte e panna al fuoco con la vaniglia e portate fino al bollre, quindi spegnete e lasciate in infusione per 20 minuti-mezz’ora.


io ho deciso di aromatizzarlo all’arancia, perché mi piaceva l’accostamento col caramello all’arancia, per cui ho messo in infusione la scorza di due arance non trattate

Intanto avrete preparato del caramello: potete usare lo stesso procedimento di quello salto all’arancia ma fermatevi prima di aggiungere il succo d’arancia, se lo volete in purezza

Fate attenzione a non toccare il caramello che raggiunge temperature infernali!!! vesciche assicurate ….

Preparate gli stampini, colando in ciascuno tanto caramello necessario a  ricoprire le pareti dello stesso. Per far ciò, roteate lo stampino : siate rapidi ché altrimenti si solidifica!


Sbattete le uova con lo zucchero e versatevi il latte intiepidito. Mescolate bene.

Colate il composto in ciascuno stampino, fino a 1\2 cm dal bordo.

Mettete gli stampini nella teglia a bordi alti, versate all’interno della stessa l’acqua bollente fino alla 1\2 o massimo a 3\4 dello stampino e cuocete così a bagnomaria in forno per  circa 50 minuti.

Sfornate, fate raffreddare e mettete in frigorifero per una o anche due ore.

Per servire, passate un coltellino lungo i bordi del dessert per staccarlo dalle pareti e capovolgete sul piatto … vedrete una golosa colata di caramello venir giù dalle pareti giallo dorate … gnam gnam

Babà al rhum

 
Morbido, spugnoso, liquoroso, dolce e fragrante: davvero ‘nu bbabà!!!!
 
Si dice che le origini di questo dolce siano polacche visto che il suo nome equivarrebbe a nonna, donna vecchia.
E quindi, forse per la morbidezza adatta a nonni con pochi denti, ecco il tanto amato babà.
 
Alcuni ne riconducono la nascita ad un evento fortuito causato dal Re Stanislao di Polonia. Ma è a Napoli che il baba polacco, passando per la Francia, arrivò davanti ai monzù e divenne ‘o bbabbà … un dolce da re!!!
 
 
C’è chi lo preferisce poco alcolico, chi – come mia madre – altamente liquoroso: il liquore usato – tradizionalmente il rum bruno (o il limoncello) – si deve sentire!
 
 
 

Un’ avvertimento preventivo, un po’ scoraggiante ma nemmeno troppo: se non avete almeno uno sbattitore elettrico a due fruste, non v’azzardate neppure a pesare gli ingredienti!

Ma se siete appassionati di cucina, avrete di sicuro, l’attrezzatura necessaria.
 
Munitevi dunque di sbattitore a 2 fruste – montando quelle ad elica – o di planetaria, se l’avete, montando il gancio per gli impasti.
 
Preparate:
 
¨      300 gr di Farina
¨      150 gr di Burro
¨      4 Uova
¨      25gr di Lievito di birra
¨      1 cucchiaio di Zucchero semolato
¨      1 cucchiaino da caffè raso di sale
¨      Vaniglia
¨      La scorza grattugiata di 1 limone non trattato
 
Per lo sciroppo:
 
¨      1 litro di acqua
¨      500 gr di zucchero semolato
¨      Rum o limoncello a piacere
 
 
 
 
Inserite tutti gli ingredienti nella ciotola scelta o in quella della planetaria avviate il robot e … dimenticatevi di loro!!
 
Si perché per avere un impasto ben lavorato: l’impasto deve staccarsi dalle pareti del contenitore e formare una “palla” rotante. 
 
Preparate, nel frattempo, lo sciroppo mettendo in un pentolino l’acqua e lo zucchero, su fuoco dolce e fate restringere di circa la metà. Spegnete e aggiungete il liquore scelto.
 
Intanto avrete tutto il tempo per imburrare e infarinare molto bene uno stampo unico, a ciambella è preferibile, o tanti stampini di quelli appositi. 
 
 
Quando l’impasto sarà pronto, prelevatelo dal contenitore e riempite lo stampo o gli stampini singoli.
 
Nel caso di monoporzioni è più pratico usare le mani e non cucchiai o mestoli – l’impasto è molto elastico –. Si preleva un po’ di impasto con le mani leggermente unte di burro, si strizza nel pugno e si dispone nello stampino la pallina così ottenuta.
 
Lasciate lievitare coperto almeno fino al raddoppio in luogo riparato ed infornate in forno statico a 180° finché il dolce sarà di un bel colore brunito.
 
Sfornate e, mentre il dolce è ancora caldo, versatevi sopra, nello stampo stesso, lo sciroppo caldo. Abbiate cura di ripetere l’operazione anche lungo i bordi perimetrali e dall’altro lato del dolce – dopo che un lato avrà assorbito il liquido, capovolgetelo e inzuppate anche l’altro lato.
Se avete preparato dei piccoli babà, sformateli ed immergeteli nello sciroppo caldo: se vi son venuti bene potrete addirittura strizzarli tra le mani per togliere l’eccesso di sciroppo!!!
 
Conservate lo sciroppo rimasto per un’aggiunta su ogni singola fetta prima di servire.
 
Un dolce velocissimo da fare, adattissimo ad un brunch ed anche ad una colazione.
Ma se verso sera, preparando la cena, vi viene voglia di qualcosa di buono … va bene comunque, benissimo direi 😉
Pochissimi ingredienti, forno caldo et voilà, les jeux son fait!!
Vi occorreranno:
  • 1 rotolo di pasta sfoglia, fresca (se avete tempo per scongelarla, anche quella surgelata)
  • 3 mele – meglio se renette, ma vien buona anche con altri tipi purché siano ben sodi –
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 spolverata di cannella
  • qualche prugna secca
  • qualche dattero secco, se vi va
  • una manciata di mandorle tostate
  • succo di 1 arancia e la sua scorza
  • una nocciolina di burro
Accendete il forno a 200°.                         
Tagliate le mele a tocchetti o a fettine, fate lo stesso con prugne e datteri (uvetta se preferite).
Mettete il burro a sciogliere in una padellina, aggiungetevi le mele, saltate per qualche secondo e spolverate con lo zucchero di canna. Aggiungete la frutta secca – non è fondamentale ma dà uno sprint in più – e sfumate col succo d’arancia. Aggiungete anche la scorza dell’arancia e la cannella. Caramellate fino  a ridurre il succo, e spegnete: non dovete far cuocere troppo le mele ché devono rimanere sode.
Fate raffreddare un pò. Intanto tagliate la pasta sfoglia in rettangoli o in triangoli e stendeli sul piano di lavoro.
Preparate la teglia e rivestitela con la santa carta da forno.
Appena la mele saranno intiepidite, disponetene un paio di cucchiaiate, anche tre, nel centro di ogni porzione di pasta e richiudete i lembi su se stessi.

Per sigillare i bordi della pasta, aiutatevi, se necessario con un pò di marmellata – quella che avete in dispensa – e usatela anche per dorare la superficie.

Spolverate la superficie – precedentemente spennellata con tuorlo d’uovo o marmellata – con mandorle tostate e tritate.

Infornate in forno già caldo fino a doratura.
Servite calde magari con una pallina di gelato alla crema o al fiordilatte.


Un dessert al cucchiaio un pò retro’, forse, ma versatile, veloce da preparare e sempre buonissimo. E poi a mio marito piace tanto 😉

Basta reinventarne la presentazione in chiave più moderna, variando di volta in volta l’accompagnamento … et voilà, les jeux son fait!








Per 6 porzioni, vi occorrono: 
  • 500 gr. di panna freschissima – la trovate nel banco frigo, vicino al latte
  • 150 gr. di zucchero semolato
  • 3 fogli di gelatina – quella definita “colla di pesce”



Mettete i fogli di gelatina a bagno in acqua fredda.

Intanto, in un pentolino dal fondo spesso, scaldate la panna insieme allo zucchero senza farla bollire.
Quando sarà ben calda, aggiungete la gelatina strizzata dall’acqua in eccesso e mescolate.
Versate in uno stampo unico, in stampini monoporzione, in bicchieri di vetro … insomma: inventate!

Io l’ho versato in uno stampo unico e poi tagliata a cubotti e servita con un caramello all’arancia: trovate la ricetta tra quelle di base … seguitemi 😉

E’ fenomenale in versione estiva accompagnata da ciliegie freschissime e dolci, zuccherate pochissimo e arricchite da un goccio di sherry. 

Una grande gioia pretende dei festeggiamenti adeguati, non trovate?

Ecco perché adoro decorare i dolci ed i dolcetti che faccio.








Per non tradire le mie origini siciliane, utilizzo di più la pasta di mandorle, o marzapane. 
Potete prepararla con :

  • 800 gr di farina di mandorle – che trovate in commercio o potete ottenere frullando l’equivalente peso di mandorle con un ottimo frullatore 


Frullando frullando, aggiungete un pò di zucchero per evitare che gli oli della mandorla impastino tutto!

  • 800 gr di zucchero
  • 300 cc di acqua
  • vaniglia
Preparate uno sciroppo con acqua e zucchero al fuoco. Aggiungere poco per volta la farina di mandorle mescolando e la vaniglia.
Stendere su un vassoio inumidito, far raffreddare almeno una mezz’ora.
Impastare con le mani e lasciare in frigo per almeno due ore prima di usarla.




Potete colorarla con coloranti alimentari o, soprattutto se destinata ai più piccoli, con sciroppi, puree di frutta etc.






Di seguito vi do anche la ricetta per la pasta di zucchero, che però potete trovare anche già pronta. 
  • 500 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di acqua
  • 5 gr di colla di pesce – gelatina in fogli
  • 50 gr di glucosio
La lavorazione è semplicissima, se possede un robot da cucina: mettete tutto all’interno et voilà!
Ammorbidite la colla di pesce in acqua fredda. Scioglietela nei 30 gr di acqua riscaldata e unite il glucosio.
Mescolate nel cutter finché si forma una palla.

Dovete essere solo veloci … non fate solidificare di nuovo glucosio e gelatina!!




Per creare le decorazioni potete usare entrambe: il risultato sarà simile, anche se la pdz sembra più setosa, più uniforme.






Il gusto è totalmente diverso e, per esperienza, di solito il marzapane risulta più gradito, perché più aromatico e meno stucchevole della pdz … 
provate entrambe e mi direte 🙂

Usate stampini e formine per bambini per creare di tutto di più … anche i giocattoli a volte aiutano!




Avete preparato una crema pasticcera e vi sono avanzati gli albumi … non buttateli!!!!
Fateci una dolcissima, soffice torta degli angeli: una Angel cake!


Vi basteranno:

  • 360 grammi di albumi a temperatura ambiente
  • 200 grammi di zucchero semolato
  • 5 grammi di cremor tartaro (è un agente lievitante che trovate in farmacia)
  • 150 grammi di farina 00
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • scorza di limone grattugiata
  • sale
  • vaniglia


In una planetaria, sbattete a neve ben ferma gli albumi e i 200 grammi di zucchero che aggiungerete poco a poco.

Intanto mescolate insieme la farina, l’altro zucchero(150 grammi), il cremor tartaro e la scorza di limone.
In tutto vi serviranno 350 grammi di zucchero, versati in due volte.








Appena avrete ottenuto una meringa ben gonfia, mescolatevi le polveri con movimenti delicati ma decisi dal basso verso l’alto.







Mettete il composto in uno stampo di circa 22 cm di diametro alto a ciambella, liscio, che non va imburrato assolutamente!


Passate un coltello nell’impasto per rompere eventuali bolle d’aria ed infornate in forno caldo a 170 ° per circa 25 minuti.

Se vi trovate bene, potete usare uno stampo in silicone.




Servite spolverizzato di zucchero a velo, eventualmente con creme a piacere e frutta.
Nella mia foto, il dolce è farcito con una crema pasticcera al limone.

Voglia di torta? Di quelle ricche, cremose, corpose e golose … e allora ci vuole un’ottima base per scatenarsi poi con creme, glasse e farciture fantasiose. 
Facciamo un soffice, alto, morbido Pan di Spagna, allora!



Pochi pochi ingredienti, ovviamente di ottima qualità, un pò di manualità, una planetaria o un frullino elettrico et voilà … le jeux son fait!!






Vi servono:

  • 6 uova
  • 300 gr di zucchero
  • 300 gr di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la scorza grattugiata di un limone o di un’arancia non trattati

Preparate uno stampo, magari di quelli a cerniera, di circa 24 cm di diametro: imburratelo molto bene,anche con burro sciolto e pennello, ed infarinate perfettamente.
Accendete il forno a 180 °. 
Quindi separate i tuorli dagli albumi evitando nella maniera più assoluta di rompere i tuorli per non “sporcare” gli albumi che, altrimenti, non monteranno più.
E’ un’operazione semplice, ma se siete alle prime armi e temete di far danni, esistono dei carinissimi separa tuorli … semplice semplice.

Montate gli albumi a neve, fermissima. Sale, aceto, etc etc … non c’è trucco, non c’è inganno: monteranno se userete un frullino elettrico o una planetaria e se non saranno troppo freddi. I pasticceri professionisti non usano neppure il lievito e montano gli albumi tenendoli a bagnomaria … se volete potete provare: funziona, ovviamente.

Montate i tuorli con lo zucchero: mettete lo zucchero nella ciotola coi tuorli solo nell’istante in cui iniziate a montarli altrimenti lo zucchero estrarrà tutta l’acqua dai tuorli e avrete un pasticcio non un pan di Spagna 🙂

Montate, montate, montate … fino ad ottenere un composto molto gonfio, molto chiaro e denso. Uno stupendo zabaione … come quello che ci faceva la nonna 🙂

A questo punto unite gli albumi ai tuorli A MANO con una spatola\leccapentole con movimenti leggeri ma decisi dal basso verso l’alto.

Quando avrete incorporato gli albumi, potete aggiungere la farina, mescolata al lievito, setacciandone piccole quantità per volta ed incorporandole con lo stesso metodo.

Mescolate ben benino ma non per troppo tempo ché rischiate di smontare tutto! 




Aggiungete la scorza grattugiata finissima del vostro agrume preferito, che non sia trattato, però. Io son fortunata: ho i limoni degli alberi di mamma e papà 😉

La scorza degli agrumi è un dettaglio importante perché smorza un pò l’odore e il sapore forte di uova.

Infornate subitissimo per circa 30\40 minuti (dipende dal vostro forno) finché la prova stecco di legno non dia il dolce per cotto.

E ora…scatenate la fantasia!! 
(Quella nella foto è la mia torta tiramisù con pere e cioccolato)

Mentre ieri creavo il mio blog e postavo le primissime ricette per colazione e pranzo, il mio fido forno accoglieva una fragrante torta alle carote 😉 
E visto che a pochi chilometri da qui, tra pioggia e vento, Luna Rossa vinceva il Fleet Racing Championship per l’America’s Cup nel Golfo Partenopeo … perché non battezzare così la mia torta?

Un omaggio al grande equipaggio di Luna Rossa grazie a questa torta, tra l’arancio carico ed il rosso mattone, mia variante della ricetta di un grande pasticcere italiano: io aggiungo lo zucchero di canna.

Ma bando alle ciance e, leggermente e dolcemente,come scivolando sull’acqua, ecco a voi la torta “Luna Rossa”:

  • 140 gr di uova intere
  • 60 gr di zucchero semolato – bianco, per intenderci
  • 100 gr di zucchero grezzo di canna – magari il mascobado equo e solidale 😉
  • 125 gr di farina
  • 90 gr di mandorle tostate e ridotte in polvere
  • una bustina di lievito per dolci
  • 250 gr di carote pulite e grattugiate
  • 160 gr di burro
  • 60 gr di tuorlo d’uovo



Se avete un frullino elettrico o, meglio ancora una planetaria come la mia, è arrivato il momento di metterla in funzione!!
Bisogna infatti montare uova e tuorli insieme allo zucchero … e in questi casi, le uova devono più che parlare scrivere 🙂
Unite insieme la farina, la polvere di mandorle ed il lievito. 
Mescolate le polveri alle uova, stavolta a mano, con il famoso movimento dal basso verso l’alto.

Sciogliete il burro scaldandolo fino a che, toccandolo con un dito non avvertiate un calore serio ma non ustionante 😉 siamo sui 42° … certo: se avete un termometro da cucina, tanto meglio, non vi toccherà fare i fachiri!



Mescolate tutto insieme delicatamente e ponete in uno stampo singolo, imburrato ed infarinato, in forno         statico a 190° (155° se ventilato) per circa 35\40 minuti. 



Controllate sempre con uno stecco di legno che l’impasto sia cotto: ATTENZIONE … la torta rimane molto umida comunque.

Volendo potete usare degli stampini individuali, come dolcetti per la colazione. In questo caso i tempi di cottura si riducono un pochino.
Per un ulteriore tocco di dolcezza, per una colazione o un brunch, accompagnate con una marmellata di arance o anche con una semplice spremuta, fresca e dissetante.

Una leggera spolverata di granelli di zucchero o scaglie di mandorle per un tocco croccante.