Prendo spunto da una delle mie ultime cene, un placee per 20 persone, e vi posto questa ricetta, semplice ma gustosa e d’effetto!
Vi basteranno:
– 500 gr di patate a pasta gialla
– 50 gr di burro morbido
– 1 mazzo di scarola (indivia)
– sale e pepe bianco q.b.
– olio extra vergine di oliva q.b.
– circa 1\2 bicchiere di latte intero caldo
– una manciata di pinoli
– uno spicchio di aglio

Lavate le patate con cura e mettetele a cuocere in acqua fredda fino a che siano belle morbide, quindi – anche senza toglier loro la buccia – riducetele in purea con lo schiacciapatate, aggiungete il latte caldo – regolatevi se usarne di meno o qualcosa in più…dipende dalla consistenza delle patate – ed il burro, regolate di sale e di pepe e mescolate vigorosamente per ottenere una puree, una crema consistente.
Se avete un robot da cucina, o meglio una planetaria, mettete tutto dentro il bicchiere con l’utensile a foglia e lavorate per qualche minuto – non lo fate nel mixer altrimenti otterrete colla per parati!
Fate raffreddare un pò il composto, intanto imburrate degli stampi monoporzione – andranno bene anche quelli di alluminio usa e getta – riempiteli di puree e teneteli da parte.
Pulite la scarola e tenete le foglie più tenere, tagliatele in pezzi non troppo grandi…io le strappo con le mani per evitare che anneriscano…lavatela per bene un paio di volte per eliminare tutti i residui di terra (eventualmente con bicarbonato) e scolatela bene.
Tostate i pinoli in un padellino.
Scaldate un padellone con 3 cucchiai di olio evo e infondetevi l’aglio. Quindi saltatevi la scarola senza salare. Quando sarà appassita salate velocemente.
Scaldate in forno il tortino, impiattatelo e sormontatelo con la scarola e qualche pinolo.
Io li ho serviti assieme a delle cipolle rosse caramellate all’aceto balsamico come contorno ad un filetto di orata in crosta di zucchine.
Qualche foto delle altre portate…

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Uno dei piatti preferiti da mio marito! E quindi uno dei cavalli di battaglia di mia suocera…ansia da prestazione? Insomma…non è una preparazione complicata, ma come per tutti i piatti “poveri” della tradizione, pretende ingredienti selezionati e tanta cura.
Per 2 persone:
– 500 gr di peperoncini di fiume (friggiarelli)
– 350 gr di salsa di pomodoro
– olio evo q.b.
– sale e pepe

Pulite molto bene i peperoncini e privateli dei semi, tutti, e dei filamenti interni. Lavateli con cura e sgocciolateli bene benino.

Scaldate l’olio, 3\4 cucchiai, in un padellone antiaderente e tuffatevi i friggiarelli in un sol colpo – se bagnati asciugateli altrimenti vedrete schizzare olio in ogni dove! – salate, pepate leggermente e friggete i peperoncini finchè non vedrete delle parti marroncine, non abbrustolite, ma già cotte e morbide.

A questo punto unite la salsa di pomodoro, pochissima acqua – due dita in un bicchiere – e coprite con un coperchio. Portate a completa cottura, quindi scoperchiate e fate restringere il sugo.
Accompagnate con fette di pane casereccio…bendate Monsignor Della Casa e … fate la scarpetta!!! ;-P Enjoy!

Non è una parolaccia!! Checchè??!! Si tratta di un piatto vegetariano, tutto a base di ortaggi, molto amato in Campania…anche dal mio mito, Eduardo De Filippo, il Maestro.
Eduardo si dilettava molto in cucina, con piatti tradizionali ed un pizzico della sua creatività.
E anche in cucina aveva ed ancora ha da insegnarci tanto, attaverso il libro di Isabella Quarantotti De Filippo “Si Cucine comme vogli’i…”, dove la Moglie riporta le sue ricette, e soprattutto nella spontaneità, controllata e diretta, che la cucina deve avere.
In cucina, più che in pasticceria dove tutto è regole, numeri e matemetica precisione, si può e si deve improvvisare e anche se viene a trovarti d’improvviso Franco Zeffirelli con Laurence Olivier ed entourage…mai perdersi d’animo!!
Eduardo è famoso per quella che sembra spontaneità nei gesti e nella mimica che altro non era se non frutto di uno studio attento e rigoroso del personaggio. E così anche in cucina, io credo che il Maestro conoscesse alla perfezione i prodotti che consumava ed acquistava dai piccoli fornitori del luogo e che ne fosse talmente amante da presentare in tavola prodotti che, come la stessa Signora De Filippo dice, nessun ristorante avrebbe servito, perchè “poveri”.
Ed è per questo che vi propongo questo piatto, povero forse, ma ricchissimo di storia, amore e passione. Come ogni piatto “povero” la bontà, la differenza, la fanno gli ingredienti: scegliete i migliori e sfamerete un re!
Vi pubblico la ricetta, con gli ingredienti e le quantità che la Signora Isabella dà nel libro:
– 1 kg di peperoni
– 1 kg di melanzane
– 1\2 kg di pomodori
– 1\2 kg di cipolle
– 1\2 kg di patate
– 200 gr di olio
– basilico abbondante
– (io metto anche le zucchine)

Ed ora il mio procedimento ispirato alla ricetta del Maestro:

Tagliate gli ortaggi a pezzi, non troppo grandi, sfogliate le cipolle (io ho utilizzato quelle di Tropea, più dolci) e tenetele in acqua così come per le melanzane che metterete in acqua e sale.
Riscaldate l’olio in un padellone o in un tegame antiaderente.
Iniziate a rosolare le cipolle quindi unite i pomodori in pezzi (io ho usato della passata ricca e l’ho aggiunta quasi alla fine depo aver rosolato gli ortaggi)

Quindi aggiungete gli altri ortaggi – strizzate le melanzane – e tanto basilico spezzettato con le mani. Portate a cottura col coperchio, quindi fate evaporare e restringere il liquido solo alla fine.
E, se volete ricordare quel pranzo tra Grandi sull’isola di Capri, servitela fredda con treccioni di mozzarella, ricci di mare freschi con limoni appena colti come antipasto, pesche gialle, fichi ed uva…un pranzo da Maestro!

BBBuooneee le zucchine!! Le amo tanto … stavolta le “pasticciamo” un pochino con formaggio pan grattato … comunque una ricetta – più un’idea ;-P – veloce veloce e semplice semplice per quando tornate affamati at home e urge la cena!

– Zucchine, chi più ne ha più ne metta (per 2 persone, 4 zucchine)
– formaggio in fette (non quello fuso, più un emmenthal a fette sottili o un formaggio a pasta filata)
– pangrattato q.b.
– olio evo q.b.
– sale e pepe nero macinato fresco
– menta q.b.

Affettate le zucchine per il senso della lunghezza in fette sottili.
Rosolatele in padella con olio – io uso l’olio aromatizzato all’aglio che preparo da me – sale e pepe nero macinato al momento.
Non stracuocetele ma insaporitele soltanto lasciandole croccanti.

Ungete con olio – o poco pochissimo una lacrima di burro – delle pirofiline individuali – o una grande, così dovrete lavar meno stoviglie ;-P  – e cospargete di pangrattato aromatizzato con la menta.

Alternate zucchine e fette del formaggio scelto, fate in modo che l’ultimo strato sia di formaggio, spolverate con pangrattato e mettete a gratinare velocemente in forno.
Servite con un pane croccante al sesamo, per esempio, o ai cereali – ottimo accompagnato a delle supreme di pollo. Enjoy!

Ero piccola, adolescente forse, e, tra i tanti programmi di cucina, guardavo anche la Wilma De Angelis!! Si!
E mi ritrovo due fascicoli di una collana culinaria uscita in edicola … i libri di Wilma De Angelis, appunto.
Uno tratta le verdure e vi ho trovato questa ricetta. Amo le patate! E quindi ve la propongo 😉
Ingredienti:
– 600 gr di patate
– 70 gr di burro
– sale

Pulite bene le patate e chiudetele, intere, in carta alluminio. Mettetele in forno a 160° e fatele cuocere per circa 30 minuti … pungetele con uno stecco per verificarne la cottura.

Spellatele, schiacciatele ed amalgamatele al burro.
Fate scaldare una padella grande dal fondo pesante con poco olio, o burro.

Mettete il composto di patate in padella, schiacciando con una forchetta – o tutto in una volta, o in più porzioni.
Dorate bene da entrambi i lati.

Potete lessare le patate, se preferite. Potete rosolare le patate da un lato e terminare la cottura in forno, in questo caso utilizzate una padella adatta.
Servite con salsicce cotte in forno, senza grassi o altro, faranno la gioia di grandi e piccini 🙂 enjoy!

Facciamo un contornino buono buono, che potrete abbinare a Pesce Spada o ad un Pollo alla Kiev ad esempio.
Facile, veloce e gustosa, sgrassa con la sua amarezza e con l’acido dell’aceto e va ene abbinata quindi anche a pesci grassi come il salmone, o a crocchette e polpette fritte.
Per due persone comperate:
– 2 indivie
– 2 cucchiai di aceto balsamico di Modena, magari originale!
– un cucchiaino da caffè raso di zucchero
– sale e pepe q.b.
– olio evo q.b.

Affettate le indivie e lavatele molto bene.
In una padella antiaderente, scaldate l’olio e rosolate l’indivia per qualche secondo, quindi salate, zuccherate e sfumate con l’aceto. Fate ridurre bene bene ed evaporare il liquido di cottura.
Servite caldo caldo 🙂 enjoy!

Lo sapete che io mi definisco la cuoca in bianco, perchè non mangio pomodoro in nessuna forma – cotto, crudo, ragù, salse, insalata, pizza – ma mio marito, nonchè la stragrande maggioranza del resto del mondo,si! Quindi lo cucino! Ed ho voluto provare una semplice ricetta che vi propongo.
Ingredienti:
– pomodorini, possibilmente i datterini o quelli di Pachino o quelli del “piennolo” qui in Campania
– sale q.b.
– pepe q.b.
– zucchero q.b.
– origano, timo q.b.

Lavate benissimo i pomodorini e tagliateli a metà per il lungo.

Disponeteli in una teglia da forno oleata, salate, pepate, cospargete con pochissimo zucchero – serve a caramellare ed a ridurre l’acidità del pomodoro – quindi condite con origano e\o timo freschi.
Infornate a bassa temperatura – 150° o meno – fino a che saranno appassiti (non secchi!) e caramellati.
Serviteli come contorno, antipastino abbinandoli ad una bruschetta o come finger food serviti caldi con un dado di mozzarella fredda…fate voi 😉

A mio marito piacciono tanto! Perciò amo prepararle in vari modi, per stupirlo ogni volta.
Questo è un metodo velocissimo indolore ed inodore, quasi!, per prepararle: suggerito dallo chef Simone Rugiati in tv 😀
Saranno dolci, delicate, perderanno la parte negativa della loro “cipollosità” – come forse direbbe la mitica Fiammetta Fadda – rivelando il sapore e la dolcezza.
Ingredienti:
– 1 cipolla di Tropea per persona
– sale grosso
– timo
Avvolgete ciascuna cipolla in carta alluminio, molto bene.
Mettete inforno a 180° per circa 10 minuti. Tastate per controllare che siano cotte. Non devono stracuocere ma restare sode, quasi croccanti.
Toglietele dall’involucro di stagnola e tagliatele a metà. Privatele della buccia più esterna.
Ponete nel piatto e condite con qualche granello di sale grosso, pochissimo timo … e basta.
Servitele come contorno a delle carni, con patate rosolate accanto … che squisitezza!!
Mi direte 🙂