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Non è il caso di restarci di ghiaccio, in effetti: sono solo consigli, piccoli ma utili, per usare al meglio il nostro frigidaire e curarlo in modo che viva più a lungo.

Parlando di cucina non possiamo fare a meno di parlare dell’elettrodomestico più usato ed ormai necessario che abbiamo: Il frigorifero!

E su questo argomento vi assicuro che nella mia intensa anche se breve carriera di Chef a domicilio ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare!

Enormi e lucenti, con macchine per il ghiaccio o distributori per le bibite fredde, coloratissimi o argentati, incassati o free standing, ma anche piccoli, scassati e puzzosi, ahimè!

Lo so! Lavare il frigo è un pò come stirare: meglio una marcia col piumino in agosto!

Ma, mentre concordo con voi sul fatto che per stirare c’è sempre tempo, non posso transigere sulla pulizia del frigo!

Non esiste proprio! Il frigorifero è uno dei luoghi dove più facilmente possono proliferare i batteri che possono indurre terribili intossicazioni.

Ecco alcuni consigli che vi aiuteranno a risolvere il problema velocemente e per bene:

  1. Pulite i cestoni della verdura ogni qual volta comperate frutta o verdura fresche: svuotateli, eliminate i residui, lavateli con detersivo per piatti e sciacquate molto bene. Asciugate prima di riporvi le verdure e, per ovviare al deperimento dei prodotti, date precedenza alle verdure più stantie ed usatele per prime.
  2. Tenete il foro di uscita dell’acqua di sbrinamento sempre sgombro e pulito per evitare accumuli di sporco o acqua ed allagamenti.
  3. Controllate quotidianamente – o almeno ogni paio di giorni – i cibi conservati per evitare muffe (attenzione ai formaggi) o il deperimento di prodotti che possano causare danni e odoracci…troverete quel barattolino di maionese semivuoto, una crosta di formaggio puzzone, una zucchina rinsecchita e triste…
  4. Deodorate il frigo con bicarbonato e sale o mettendo all’interno una ciotolina aperta contenente i fondi del caffè (fatelo anche prima di andare in vacanza, col frigo ben pulito, anche se non lo spegnete…lo troverete sorridente!)
  5. Non conservate in frigo cibi caldi. A tal proposito sfatiamo un mito: il frigo non si rompe, si affatica certo perchè deve portare il cibo ad una temperatura bassa partendo da una molto, troppo alta. Il problema vero è che la presenza di cibi caldi, vapore etc all’interno del frigo può provocare la proliferazione di batteri nocivi. Non lo fate. Se dovete freddare qualcosa velocemente, mettetela in un bagnomaria freddo con acqua e ghiaccio.
  6. Conservate tutti i cibi crudi o cotti che siano in maniera adeguata, il più possibile chiusi ermeticamente o in contenitori appositi. Carni, pesci e salumi nel ripiano più basso, subito sopra le verdure, che è quello più freddo. I cibi cotti e gli altri prodotti nelle griglie a salire. Le uova in alto nella propria confezione. Latte, bibite, burro, salse etc nello sportello.
  7. Sbrinatelo di tanto in tanto.
  8. Pulitelo il più possibile con prodotti naturali come soluzioni di acqua ed aceto o acqua e bicarbonato.

Il vostro amico ve ne sarà grato ed anche la vostra salute.

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Finalmente la tanto sospirata Primavera è arrivata!

E con essa, parte la mia nuova propostafeste all’aria aperta, stile Pic-nic o dejeuner sur l’herbe che dir vogliate.

Mi sono fatta ispirare dai miei pittori preferiti, gli Impressionisti, e dalla “voglia di caldo che arriva piano” 😀

Trovate tutti i dettagli nella sezione Small Catering del mio sito, ovviamente corredati di foto.

Se poi avete in programma escursioni all’aria aperta, la soluzione ideale per voi è ordinare un menu picnic completo conSapienza a domicilio! Un cesto dal sapore vintage ricco di cose buone e genuine, goloso e pratico … visitate la sezione Dolci e box gastronomici per i dettagli e le foto.

Attenzione! Non troverete un menù in quanto, come sempre nel mio stile, il “menu” sia del vostro dejeuner sur l’herbe sia del vostro cestino take away li concorderemo insieme: potrete scegliere delle preparazioni dal mio blog, ad esempio, o stabiliremo assieme cosa troverete sulla vostra tovaglia a scacchi assecondando e favorendo i vostri gusti, necessità, intolleranze alimentari, voglie etc etc

Di certo vi dico che troverete piatti, tovaglioli e posate compostabili ed eco-compatibili in rispetto della Natura!

Intanto perchè non vi fate un giro nelle sezioni Street food e Panini e torte rustiche? E per i più piccoli qualche ricettina sfiziosa che li stuzzichi tra una corsa in bici ed un calcio ad un pallone! Ispiratevi 😉

Sabato 22 e domenica 23  potrete approfittarne anche godendo delle meraviglie aperte grazie al FAI! Io lo farò 🙂

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Fonte foto sxc.hu

Sono forse uno egli alimenti più usati -ed abusati- in assoluto! Non mancano mai in frigo e vengono considerati un salvacena ideale, da una frittata e via! Sono una Chef a domicilio, di frigoriferi ne ho visti tanti: mai sprovvisti di…UOVA!

L’uovo viene usato in innumerevoli preparazioni culinarie, non solocome base della ricetta ma soprattutto in altre. Che siano ricette dolci o salate, l’uovo compare spessissimo: anche troppo!

Si perchè, se in tempi addietro l’uovo arricchiva una preparazione di proteine a basso costo, in un’epoca come quella attuale dove non siamo malnutriti e non facciamo più lavori pesanti, talvolta sarebbe meglio ometterlo.

Per intenderci, se nell’Italia di 50 anni fa l’ovetto sbattuto con lo zucchero a colazione serviva e faceva bene, oggi non lo darei mai ad un bimbo che magari ha già la sua merendina nello zainetto.

Lo eliminerei anche da altre preparazioni dove non è necessario: dalle farciture di polpettoni e talvolta anche dagli impasti degli stessi, dalle “lucidature” di torte e focacce salate -dove lo sostituirei con olio o latte- dai ripieni di paste al forno etc.

Semplicemente perchè, non tutti lo sanno o lo ricordano, un uomo adulto dovrebbe mangiare massimo due uova alla settimana!!! Non iniziate a contare sulle dita quante ne avete mangiate settimana scorsa…non riuscireste a completare il conteggio in quanto ne avrete mangiate di “occulte” sicuramente!!  Tagliatelle all’uovo? Una fetta di crostata? Quel muffin pazzescamente buono? … pensateci! Ne avrete mangiate un 22???!!! Non esagero, scherzo…ma in realtà limitarle farebbe bene al nostro colesterolo. Non intendo dire che vadano escluse del tutto, per carità! Ma va effettuata una rotazione con altri cibi proteici.

Talvolta basterebbe evitare il tuorlo ed usare solo l’albume -che serve a legare impasti e consistenze grazie all’albumina- e ad ottenere l’effetto desiderato senza caricare di colesterolo le preparazioni.

Un altro punto dolente delle uova è la questione conservazione ed igiene: le uova possono essere davvero sporche e pericolose!!

  • Andrebbero conservate in frigorifero, meglio non nella porta dove incautamente c’è il contenitore forato apposito, ma nella loro confezione ed a 4\5°.
  • Non lavatele appena comprate perchè sono rivestite da una pellicola protettiva che serve alla conservazione in modo che non vengano “attaccate” da germi o altro, anche nel frigo.
  • Casomai lavatele subito prima di usarle ed asciugatele.
  • Non spaccate l’uovo direttamente contro il contenitore in cui stai preparando l’impasto.
  • Non fate cadere pezzi di guscio nell’impasto…anche se poi li togliete.
  • Evitate che albume e tuorlo tocchino troppo la parte esterna del guscio mentre aprite l’uovo.
  • Aprite l’uovo prima in una ciotola per valutarne anche la freschezza e poi adoperatelo. Controllate che l’albume sia ben vischioso e consistente: se è troppo liquido buttate via!
  • Lavatevi sempre le mani dopo averle toccate e pulite i piani di lavoro.
  • Evitate preparazioni a base di uovo crudo, come la maionese o il tiramisu. Esistono degli accorgimenti per la pastorizzazione anche casalinga dell’uovo -come usare uno sciroppo di zucchero a 121° nei tuorli per ottenere la base pastorizzata per la crema tiramisu.

Difendete la salute vostra e dei più piccoli…è l’uovo di Colombo!

Fonte foto scx.hu

Fonte foto scx.hu

Mi credete se vi dico che mai proverbio fu più azzeccato? Nooo! Non mi riferisco a persone nè tantomeno a me…no, mi riferisco propio all’erbetta in questione, al prezzemolo.

Il proverbio, napoletano, riporta a quello che, lavorando come chef a domicilio, mi capita spesso e volentieri:  mentre sto preparando un piatto, è immancabile la classica domanda: non metti un pò di prezzemolo??!

Da qui, “pretusino ogni menesta!”

Ok! E’ assodato che

  • è antiossidante
  • aiuta a lenire le punture di insetti ed il mal di denti
  • è diuretico ed aiuta ad abbassare la pressione alta
  • è ottimo per pesti e condimenti (avete provato gli  Scialatielli alla Sofia?)
  • ed è, assieme al basilico,  indiscusso principe della top ten delle erbe!

Non si sa però che il consumo eccessivo può comportare contrazioni della muscolatura liscia di intestino, vescica ed utero per esempio, tanto che in passato veniva usato per provocare l’aborto… non lo sapevo neanch’io!

Non tutti lo digeriscono bene e spesso se ne abusa come unico “odore” consentito.

La verità sta sempre nel mezzo, per restare in tema proverbi: usiamolo dunque ma alterniamolo anche ad altre erbe o spezie … se non lo avete mai fatto, sperimentate!

Un consiglio pratico però ve lo do: in mancanza di limone, utilizzate il prezzemolo come antiossidante per esempio quando pulite i carciofi e li tenete a bagno per non farli annerire…funziona!

Ed usate i gambi assieme ad aglio, olio e peperoncino per la classica spaghettata di mezzanotte: un profumo in più niente male! E con questo, i consigli passano a due ;-P

Appuntamento a lunedi con la prossima pillola 🙂

Fonte fotografia scx.hu

Fonte fotografia scx.hu

Eccoci al secondo appuntamento della nuova mini rubrica inaugurata lunedi scorso ed eccoci alla seconda pillola della vostra Chef a domicilio 🙂

Passa o non passa…ovviamente mi riferisco all’uvetta! O meglio all’uva passa, realizzata essicando gli acini dell’uva sultanina, privi di semi e molto zuccherini.

E’ uno di quei prodotti\ingredienti per cui si prova odio  o amore…aut aut! Io ad esempio la amo: saranno anche i miei ricordi di bambina quando la mia nonna Maria, invece di darci prodotti elaborati o cioccolate varie, per darci qualcosa di dolce ci faceva mettere la mano “a cuppetiello” e ci dava i passolini! <3

E’ usata sia in pasticceria che in varie ricette di cucina, soprattutto agrodolci…io non la amo particolarmente nel salato.

Ma come va usata correttamente? Non tutti sanno che va lavata! Si…fondamentalmente è sporca, pensateci: viene essiccata, conservata, trasportata, imbustata…etc. Spesso, nelle ricette di pasticceria in particolare, trovate l’indicazione: mettere a bagno l’uvetta nel liquore…e qui casca l’asino!!!

Uvetta sporca, liquore sporco! Ed usate entrambi! Ed in più il bagno nel liquore non le ridà morbidezza perchè l’alta gradazione non lo permette.

Il corretto utilizzo è questo:

  • lavare l’uvetta in acqua fredda corrente
  • metterla a bagno in acqua calda per ridarle morbidezza e turgore
  • sciaquare e strizzare
  • mettere a bagno nel liquore per aromatizzarla – a proposito il più adatto è il rum bruno, a mio parere
  • usare sia l’uvetta sia il liquore nell’impasto del dolce, se previsto

…ora lo sapete 🙂 se volete usarla in una ricetta salata provate il tortino di alici a beccafico