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Buongiorno e buona domenica, innanzitutto!

Penso che ormai abbiate capito che mi è impossibile star ferma…sia mentalmente sia fisicamente!

Ed ecco dunque che vi presento la mia nuova avventura #consapienza: una rubrica sul sito AutomotiveSpace dove parlerò di cibo, idee, ricette da portare in viaggio, in gita etc etc.

Insomma: sarò ancor di più una “Chef on the road”, in stile  #Automotive…ma non vi anticipo altro!

Leggetelo direttamente dal sito, seguite la rubrica e vi troverete altre ricette sfiziose e veloci, gustose, nel mio stile con un tocco nuovo!

Beh!? Non mi augurate buon viaggio? 😀

CopertinaLibro

E’ nata ieri! La mia prima raccolta di ricette tutte dolci, tutta da sfogliare!

L’ho intitolata “Dolci per amare – dall’ora di colazione al dopocena” perchè è divisa in sezioni e raccoglie le ricette in dolci per la colazione ed il brunch, per il tea time, per la cena e per il dopocena.

Un piccolo regalo per il mio compleanno, un’idea conSapienza per un dolce regalo di Natale.

Potete acquistarla facilmente online:

Support independent publishing: Buy this book on Lulu.

A proposito di Natale! Avete visto la nuova pagina del mio sito?

Regala conSapienza: elenca e spiega tutte le possibilità di regalare i miei servizi con la nuova Card conSapienza , i miei cesti natalizi, il mio libro.

Card conSapienza

Visitatela e …regalate conSapienza e soprattutto con amore!

Michelin_2015

E’ uscita la Nuova Guida Michelin e con essa le conferme, le novità, le perdite: chi guadagna una o due stelle sul campo, chi la perde, chi viene confermato e chi no.

Basta sapere che un Ristorante è stellato per essere certi di mangiar bene?

Io ne ho “assaggiati” pochi, sono sincera ma il mio preferito, almeno per ora, è Alice di Viviana Varese e Sandra Ciciriello. Ora lo trovate in Eataly Smeraldo, a Milano. Si mangia davvero da re!

Auguri a tutti i nuovi Stellati -in particolare ai Campani…scusate l’attimo di campanilismo ma tra gli unici due con seconda stella c’è un ristorante di Brusciano, Napoli- e all’anno prossimo!

Vi inserisco il link dell‘articolo del Gambero Rosso…tutti a contar le stelle michelin!

risotto agrumi

Ciao a tutti! Con questa ricetta, non nuova ma che amo moltissimo, ho deciso di partecipare al Food Contest -Colesterolo “Cattivo”? No, grazie- indetto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di cui vi allego il banner. Se vi cliccate sopra leggerete non solo il regolamento del contest al quale partecipo ma anche degli interessantissimi articoli sulla buona alimentazione sana.

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Ho pensato subito a questa ricetta perchè si tratta di un risotto classico ma è arricchito e profumato dagli agrumi, dalla melagrana e da questa bacca, il pepe di Sichuan, che gli conferisce una nota davvero particolare e tutti insieme lo trasformano in un concentrato di effetti benefici! Vediamo insieme perchè:

Il Pepe di Sichuan  viene chiamato anche “Pepe d’Anice”, “Fiore di Pepe” o “Pepe di Montagna” ed appartiene alla famiglia delle Rutaceae, stessa famiglia dei limoni. È una pianta perenne originaria della Cina in particolare della regione di Sichuan, da cui prende il nome, ed ha potere carminativo e antispasmodico, stimolante, purificatore del sangue e diuretico. Nella medicina tradizionale, l’estratto oleoso è usato per lenire prurito e mal di denti, per questo la pianta viene talvolta chiamata “albero del mal di denti”. E’ una delle spezie cinesi più antiche, anche Confucio la nomina nel suo Poema delle odi; per molti secoli fu offerta come dono agli imperatori.

La melagrana, dal canto suo, è ricca di proprietà: radici, scorza e foglie sono astringenti mentre i chicchi sugosi -che utilizzeremo noi- sono ricchissimi di vitamina C. Proprio come gli agrumi: facciamo il pieno in vista dei primi freddi per tutelare il nostro sistema immunitario.

Ma veniamo alla ricetta del risotto agli agrumi vera e propria:

Per quattro persone occorreranno:

  • 350g di riso arborio
  • 1 litro di brodo vegetale (fatto con sedano, carota, patata e poca cipolla)
  • 1 scalogno piccolo
  • qualche gambo di prezzemolo
  • il succo di 1/2 arancia
  • il succo di 1 mandarino
  • il succo di 1 limone
  • la scorza di arancia e limone
  • 2 cucchiai di olio extravergine
  • pepe di Sichuan q.b.
  • 1 melagrana
  • sale fino marino q.b.

Tritate lo scalogno finemente e portate a bollore il brodo tenendolo sempre a filo di bollore.

Prelevate la scorza degli agrumi con l’aiuto di una grattugia a manico, se possibile, perchè taglia e non strappa la buccia in modo da conservare tutti gli oli essenziali in essa contenuti.

Macinate il pepe di Sichuan con un mortaio o con un macinaspezie.

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Tagliate una melagrana in due parti e, muniti di cucchiaio di legno e ciotola, battete sul dorso della melagrana per ricavarne i chicchi. Tenete la mano bassa nella ciotola per evitare schizzi sugli abiti, difficili da lavar via.

Conservate il succo fuoriuscito e bevetelo…è un toccasana!

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In una pentola larga e bassa ponete l’olio, lo scalogno, i gambi di prezzemolo ed un cucchiaio di brodo e fate sudare lo scalogno. Quindi togliete i gambi di prezzemolo e tostate il riso rimestando sempre finché, quando sarà ben caldo, lo sentirete quasi scoppiettare.

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Spremete gli agrumi solo all’ultimo minuto prima di usarli e sfumate il riso caldo col succo  filtrato attraverso un colino. Fatelo assorbire, quindi procedete come per un normale risotto aggiungendo uno o due mestoli di brodo alla volta continuando a mescolare.

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A metà cottura, non oltre, aggiungete il pepe di Sichuan e la scorza degli agrumi. Portate a cottura regolando di sale. Quando il riso sarà cotto ma ancora un po’ al dente e cremoso, spegnete il fuoco e mantecate con un cucchiaio di olio agitando il tegame e spatolando il riso in modo che il liquido e l’olio si emulsionino a creare una crema deliziosa.

Fate riposare qualche secondo coperto e servite caldo, all’onda -cioè morbido e cremoso- decorando con fili di scorze di limone ed arancia, poco pepe di Sichuan e aggiungendo i chicchi di melagrana freschi.

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scheggino

Siamo a Scheggino, splendido borgo in prossimità di Spoleto. Innanzitutto vi consiglio di visitarlo! Un paradiso davvero! Attraversato dal fiume Nera e circondato dalle lussureggianti colline umbre è il luogo giusto per godere della natura e di tanto relax.

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Il paese è piccolo piccolo e nella piazza centrale, intitolata a Carlo Urbani, troverete questo gioiellino di Museo, con annesso negozio di specialità al tartufo e tartufi freschi.

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Potrete ammirare le attrezzature utilizzate per le lavorazioni dei tartufi,

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le vecchie ceste intrecciate a mano,

Ceste intrecciate a mano, ormai una rarità preziosa

Ceste intrecciate a mano, ormai una rarità preziosa

le lettere scritte nei decenni di attività, le fatture che sanno di lavoro e di successo,

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foto coi “Grandi della Terra” che hanno apprezzato i prodotti.

L'azienda si ingrandisce ed inizia a spedire in tutto il mondo

L’azienda si ingrandisce ed inizia a spedire in tutto il mondo

Ma più di tutto, mi hanno colpito l’entusiasmo e la forza d’animo che caratterizzano questo museo. L’ho trovato una testimonianza di come l’impegno e la volontà, l’amore e la passione, diano grandi risultati!

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verdure

Arrivano le vacanze, si parte!

Le ultime cose da fare prima di partire e qualche consiglio della vostra Chef a domicilio.

Innanzitutto l’incubo maggiore: ci tocca la noiosa incombenza di “sbrinare” il frigorifero o comunque lasciarlo in ordine per il periodo di riposo che toccherà anche a lui.

Per la pulizia completa vi rimando al mio precedente post a riguardo.

Se però andate via solo per qualche giorno e non intendete spegnere il frigo magari lascerete anche dei prodotti ad attendere il vostro rientro. Ecco cosa fare:

  • Se lasciate in frigo verdure o ortaggi avanzati adottate questo metodo, empirico ma funzionale davvero.

Vi è di certo capitato di tenere in frigo zucchine, insalata e company per un pò di tempo e trovare la parte inferiore rovinata dalla condensa che si viene a creare ed il fondo del cestone pieno di liquido.
Quando vado fuori, non potendo controllare quotidianamente, io faccio così:  posiziono sul fondo del cestone uno stampo, un contenitore di alluminio o altro utensile di cucina che abbia una superficie irregolare o possa essere modellato. Il fatto che abbia la superficie non piana permette alla condensa di scivolare via, lontano dagli ortaggi e di non intaccarli. Al rientro nessuna brutta sorpresa. Nella foto ho utilizzato uno stampo in silicone per finger food, vanno bene anche i contenitori in alluminio o palline di carta alluminio disposte sul fondo…sperimentate.

  • Per far si poi che al rientro non troviate brutte sorprese e cattivi odori, controllate le date di scadenza dei prodotti e buttate via quelli scaduti o che scadranno durante la vostra assenza.
  • Controllate anche i vasetti di marmellate e conserve già aperti: potrebbero creare muffe pericolose. Eventualmente preparate una piccola crostata per iniziare le vacanze con una colazione sostanziosa o una quiche da porzionare e portare in viaggio per un break, in questo modo recupererete anche le uova rimaste

Anche la dispensa e la cucina vanno “preparate” alla nostra assenza:

  • Controllate che non vi siano pacchi di pasta aperti da troppo tempo o scatole chiuse male. “Depurate” la dispensa dai prodotti scaduti, assicuratevi che spezie, pangrattato, cacao, zucchero e company siano ermeticamente chiusi nei propri barattoli.
  • Altro “dilemma”: la sera prima di partire avrete buttato via i rifiuti: cosa ne fate dei residui della moka? Niente paura, quelli non vanno buttati ma depositati in una ciotola, parta, all’interno del frigo: il fondo di caffè assorbirà i cattivi odori e lo terrà profumato.
  • Fate scorta di latte e prodotti per la colazione del day after il rientro: qualcosa con cui coccolarvi e riprendervi dallo shock post ferie. Tenete in dispensa o in frigo anche qualcosa per approntare almeno un pranzo ed una cena in modo che al rientro non dobbiate precipitarvi al market.
  • Infine, asciugate bene lo scolapiatti ed il cassettino raccogli-gocce in modo da non trovarlo incrostato di calcare.

e…buone vacanze!

Fonte foto freeimages.com

Fonte foto freeimages.com

Argomento tagliente oggi! Parliamo di coltelli, e più in generale di lame, necessarie in cucina.

Si, io sono una Chef a domicilio e necessito sicuramente di coltelli diversi per tipologia e qualità rispetto a quelli che sono necessari in casa per un uso comune – infatti ho la mia dotazione personale che viaggia con me nell’apposita borsa – ma i  coltelli da utilizzare in casa non vanno sottovalutati: la loro funzionalità è fondamentale anche nell’uso comune.

Innanzitutto perché, sembrerà strano, ma è più probabile farsi male con un coltello non affilato che con uno efficiente: un coltello non ben affilato  potrebbe “scappar” via per esempio dalla melanzana che state cercando di affettare – perché fatica a intaccare la buccia – ed affettare le vostre dita!

Perciò: i coltelli vanno tenuti sempre ben affilati, possibilmente grazie ad un servizio professionale…un coltello di qualità male affilato è peggiore di uno di scarsa qualità!

E poi, una volta fatto il “filo” ai coltelli va curato! Tra le altre cose, ad esempio, i prodotti acidi – vedi limoni, arance ed agrumi in genere, pomodori e kiwi – vanno tagliati solo con coltelli seghettati: il filo dei coltelli a lama liscia verrebbe irrimediabilmente compromesso!

Ma veniamo al dunque: quali coltelli vi servono necessariamente in cucina?

  1. Coltello da pane: un coltello a lama lunga, seghettata, per affettare pane e prodotti da forno.
  2. Coltello detto da Cuoco: un coltello a lama lunga, larga vicino al manico e più stretta in punta, spesso e resistente che viene anche definito trinciante proprio perché serve a trinciare i prodotti, spesso colpendoli con forza
  3. Coltello da verdure: un coltello con una lama un pò più corta – tra i 22 ed i 26 cm – magari “alveolato” – cioè con delle scanalature sulla lama che facilitano il taglio ed evitano che le fettine di verdure si appiccichino alla lama.
  4. Spelucchino: un coltellino con lama sottile, a volte ricurva, e corta che serve per pulire le verdure – carciofi in primis – la frutta etc etc
  5. Una buona grattugia o meglio uno zester: una grattugia con lame affilate che tagliano non strappano

Ulteriori attrezzature utili possono essere:

  • un coltello per sfilettare il pesce, se vi dedicate voi a questa operazione: si tratta di un coltello con lama abbastanza lunga, sottile e flessibile.
  • un affilacoltelli.
  • delle ottime forbici robuste ed affilate.
  • un pelapatate affilato e comodo: ve ne sono di due tipi – ad archetto o con manico – scegliete quello più adatto a voi.
  • Taglieri resistenti e stabili: se si muove il tagliere rischiate di farvi male.

La gamma dei coltelli è molto ampia per tipologie, lunghezze, spessore etc. Se siete degli appassionati potete sbizzarrirvi ad acquistarne svariati ed attrezzarvi al meglio.

Sceglieteli di qualità e curateli…tanto.

 

 

 

 

anticalcare

Una cena importante, ospiti da coccolare, un menù ben studiato con la vostra Chef a domicilio, ingredienti prestigiosi e tovagliato impeccabile e poi??! … lei!! Una patina biancastra e goccioline bianche ed incrostate su bicchieri e posate…in un’ antipatica parola: Calcare!

Dite la verità…è successo anche a voi. Sicuramente con i bicchieri e le posate che utilizzate quotiniamente, per i quali si ha di solito – ahimè! – meno cura ma se l’acqua del vostro rubinetto è particolarmente dura poi, sicuramente anche le pentole ed il lavello della cucina, se non anche il piano cottura, vi guardano appannati da un velo biancastro.

Come rimediare? Anticalcare a palla, mi direte voi! E qui casca la casalinga appannata!!

Pensate al vostro buon vino rosso scelto con passione o alla vostra effervescente naturale preferita al sapor di anticalcare!!! Col lavello ed il piano cottura posso concedervelo…ma anche no!

E vi spiego perchè:

  1. I detersivi in genere sono difficili da risciaquare e lasciano facilemente residui…fateci caso e ponete rimedio.
  2. I prodotti anticalcare, di ultima generazione in particolare, sono studiati per lasciare anche una sorta di patina protettiva sulla superficie trattata perchè l’effetto duri di più.
  3. A lungo andare possono rovinare le superfici più delicate -come cristallo o acciaio satinato- alle quali tenete tanto e che tanto vi sono costate.

Come fare? Rimedio naturale, semplici semplice … basta conoscere un pochino – poco poco – di chimica!

Si, ho detto chimica 😀 Il calcare è un composto basico per cui, per debellarlo, occorre un suo opposto, un composto “acido” … pensate a ciò che si usa per incrostazioni potenti ed ostinate: acido muriatico, acido cloridrico…veloci ed efficaci si, ma anche aggressivi e tanto!

Noi possiamo ricorrere ad acidi che usiamo normalmente in cucina, quotidianamente direi, unirli ad un pizzico di pazienza e un pò di olio di gomito ed ottenere ottimi risultati. I nostri alleati sono:

  • Aceto
  • Limone
  • Pomodoro

Quest’ultimo non ve lo aspettavate, dite la verità! Ed invece è anch’esso appartenente alla famiglia degli “acidi” – tanto che per tagliarlo, così come per il limone, le arance etc, occorre utilizzare un coltello seghettato e non uno dei vostri preziosi coltelli appena arrotati perchè perdereste il “filo” in un battibaleno.

Per i bicchieri, le brocche, le tazze, pentole e posate: preparate una soluzione di acqua e aceto -presente almeno al 20%- e lasciate a bagno per qualche ora … funziona!

Per il lavello : strofinatelo con mezzo limone o mezzo pomodoro e vedrete il risultato. Perchè vi consiglio di evitare prodotti chimici anche nel lavello è chiaro…vi mettiamo a bagno le verdure per privarle dalla terra, vi puliamo il pesce appena comprato etc etc … vanificheremmo il nostro lavoro.

Ci vedete più chiaro, ora? Alla prossima pillola e buona, chiara, limpida settimana 🙂

 

sant jacques

Nessuna strana scoperta sulla vita di Afrodite, Dea della bellezza e dell’amore passionale.

Nessun viaggio con l’amante Ares (Marte).  Nessun pellegrinaggio pro divorzio dal marito Efesto (Vulcano).

 

Semplicemente oggi vi parlo delle Saint Jacques, le capesante o cappesante, pettini di mare, conchiglie di San Giacomo che dir si voglia.

Innanzitutto sapete perchè questi bivalve sono associati a San Giacomo? Non è per la golosità del Santo, nè per un’indigestione di molluschi o miracoli vari: sono il simbolo del pellegrinaggio verso Santiago de Copostela (del Campo della Stella) la città della Galizia che ospita le spoglie di San Giacomo il Maggiore apostolo di Gesù. Questa la leggenda:

San Giacomo, dopo aver predicato in Spagna rientrò a Gerusalemme, e fu ucciso.

A seguito di ciò, i suoi seguaci vollero riportare i resti mortali del martire in Spagna, e così fecero, a bordo di un vascello alla cui guida stava un angelo. Il vascello miracoloso costeggiava la Galizia, all’estremità nord-ovest della Spagna, allorché giunse in vista di un corteo nuziale che percorreva una stradina che costeggiava la spiaggia. Il cavallo dello sposo, probabilmente spaventato dall’essere soprannaturale che conduceva il vascello, ebbe uno scatto e cadde in mare con il suo cavaliere.

Ma, per evento miracoloso, entrambi emersero sani e salvi senza neppure bagnarsi, completamente ricoperti da conchiglie di Pecten. Il miracolo fu attribuito a San Giacomo, di cui appunto la conchiglia del Pecten divenne simbolo e porta il nome: Pecten Jacobaeus.

Ma andando a fondo risulta che la Capasanta è ancor più di questo, è infatti:

  • simbolo di Venere, che vi nasce all’interno come descritto dal celebre quadro del Botticelli – da qui il titolo del post
  • simbolo della società petrolifera Shell
  • si trova nello scudo araldico di Papa Benedetto XVI
  • simbolo della Contrada del Nicchio di Siena
  • simbolo della Nobile Contrada di San Bartolo di Monselice (Padova)

Troppo per una conchiglia? No, non basta! Perchè, ovviamente, è anche molto gustosa. I mesi migliori per acquistarla sono quelli che vanno da maggio ad agosto, vi consiglio una mia ricetta per gustarla al meglio: Capesante gratinate

Tutto qui?! No, certo! Da Brava Chef a domicilio vi regalo un’idea in più, anche se fa molto anni ’80: conservate le valve! Sono carine per presentare insalate di mare o antipasti di mare in genere.

Lavatele molto molto bene con detersivo per piatti, quindi lasciatele a bagno in acqua e bicarbonato o acqua e aceto, anche per deodorarle un pò. Asciugatele perfettamente e conservatele in una scatola chiusa ermeticamente.